ANNUNCI

Data: 14.3.20

Carissimi,

stiamo vivendo un momento difficile, una prova dolorosa in questo tempo di Quaresima. Con essa possiamo però avvicinarci ancora di più alla Croce di Cristo. Non abbiate paura! Solo attraverso la Passione, uniti in Cristo, si arriva alla gloria della Risurrezione, con Lui e solo con Lui!  Spero che potremo celebrare insieme la Pasqua del Signore, il trionfo della Vita! Come negli ospedali si cura il corpo, così nelle chiese curiamo la nostra anima. Le nuove direttive impongono però la sospensione delle messe e delle funzioni religiose, ma le chiese rimarranno aperte per l’orazione personale. È una forte limitazione, ma è per il bene della collettività. Quindi anche voi non chiudete i vostri cuori e non cessate di pregare e affidarvi al Signore ogni giorno. Fate della vostra casa un piccolo eremo, sull’esempio di San Nicolao e implorate, insieme a lui, la misericordia del Signore.  Il nemico invisibile si vince solo con la preghiera, il digiuno e la penitenza! Io vi assicuro la mia vicinanza. Adempirò, come faccio da quando sono diventato il vostro parroco, ogni giorno, il mio compito principale: cioè pregare per ognuno di voi, per le vostre famiglie e per i vostri cari. Celebrerò l’Eucaristia da solo, secondo le intenzioni che mi avete affidato, negli orari che ormai conoscete e così anche voi potrete unirvi spiritualmente alla mia preghiera.  Non cessiamo di essere la comunità unita in Cristo, anche in questo tempo difficile, che passerà! Viviamo questi momenti con speranza, con consapevolezza, con sentimenti vivi e profondi. Gli abbracci che ci vengono oggi negati, le strette di mano che evitiamo, domani saranno più forti, più sinceri e più cordiali di prima! Così, dalla disgrazia, passeremo alla grazia di una vita rinnovata. Cristo è la nostra Pasqua, il nostro passaggio dalla morte alla vita! Lui è la Vita! Per intercessione di Maria, nostra Madre, di San Giovanni Paolo II che invochiamo in modo particolare durante quest’anno pastorale e di San Giuseppe Moscati, medico degli incurabili, invoco su tutti voi e sui vostri cari la benedizione del Signore.

Vi abbraccio tutti!

Don Pietro 

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data: 29.3.20

V DOMENICA DI QUARESIMA (anno A)

Lazzaro, esci fuori!

Con queste parole Gesù, come ci racconta l’Evangelista Giovanni, chiama il suo amico e lo fa uscire dalla tomba. Ma perché gli parla se lui è morto?

Sorelle e fratelli carissimi, quell’alto grido con cui Gesù chiama il suo amico morto ha la potenza, ha la forza di donare la vita!Per Gesù la morte non esiste. Lui  ha il potere di donare la vita! Lui ha la forza di donare la vita, Lui è la vita! 

Gesù sa bene che per questo miracolo che compie, il Sinedrio decreterà la Sua condanna a morte! Nonostante ciò si reca alla tomba del suo amico per ridonargli la vita, va ad offrirgli tutto se stesso, a donargli la Sua stessa vita.

Così viene oggi da noi, nelle nostre case, entra come amico con il suo grande amore per ciascuno di noi, per donarci la vita! 

Gesù si commuove e alla vista della tomba di Lazzaro, scoppia in pianto. Mostra a ognuno di noi la sua umanità tenerissima che conosce le lacrime e piange con noi, che ha a cuore l’amicizia di ciascuno perché ogni persona è molto importante per Lui e in modo speciale quelli che soffrono, ci aiuta a sopportare il dolore. Lui ci mostra il Suo sperare e il Suo amare, un bene inesauribile ed infinito.

Si reca, viene nelle nostre case per farci uscire fuori dai nostri sepolcri, spesso belli nell’apparenza, monumentali e splendenti ma marci, che emanano cattivi odori.  Entra in questa nostra miseria e ci dona la vita. 

Lazzaro, in ebraico vuol dire: Dio aiuta. Si, il Signore è il nostro aiuto! L’unico nostro aiuto, non ce n’è altro!

Aiutaci Gesù in questo tempo difficile! Degnati di venire, in quanto amico, anche alla mia tomba. Lavami con le tue lacrime. Manda via il cattivo odore della mia miseria. È meglio il tuo piangere per me e con me, che il mio vivere tranquillo! 

Voglio risorgere anch’io, con te, al tuo grido: vieni fuori!

Io sono la risurrezione e la vita!

Data: 25.3.20

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE (anno A)

“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna”! Come ci racconta il Vangelo. L’angelo Gabriele fu inviato in un posto preciso, in un momento preciso della storia dell’uomo, a una donna prescelta, per annunciarle una grazia: rallegrati, il Signore è con te! La potenza dell’Altissimo ti coprirà, darai alla luce un figlio, che sarà chiamato figlio dell’Altissimo!

L’Altissimo, l’Onnipotente, l’Infinito entra così nel tempo, nella storia… e si fa dono, si fa uomo, uno di noi, il mortale. 

Entra nel tempo colui che non ha né inizio né fine, e il suo regno non avrà mai fine. Ce lo annuncia l’angelo! L’Emmanuele, “il Dio con noi” si fa uomo, come noi e, per fortuna, anche noi siamo partecipi del Suo regno, dell’eternità, dell’infinito. Grazie a Lui! Alla sua misericordia, all’amore di Dio per noi! Senza Cristo la vita è priva di senso. Solo Lui “rivela pienamente l’uomo all’uomo stesso”, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II.

Forse oggi più che mai, il Signore ci invita a valorizzare il tempo che ci è stato donato, il nostro tempo, il tempo della nostra vita, il tempo che finirà… per non finire mai…

Forse oggi più che mai, il Signore ci fa dono del tempo fermando questo mondo così frenetico, almeno per un attimo e per farci godere e approfittare del tempo che ci è donato e farci capire che è un dono, dal risveglio del mattino, al saluto dei propri cari. Un immenso dono, un regalo prezioso.

Approfittiamone per amare di più il nostro prossimo, i nostri figli, i nostri genitori, tutti i nostri cari con cui siamo oggi chiusi in casa. Amiamoli di più, regaliamo un po’ del nostro tempo, doniamo l’amore per tutto ciò che è autenticamente umano, per essere sempre più somiglianti a Cristo, che a noi si è donato!

Carissimi, a mezzogiorno, su invito di papa Francesco, uniamoci tutti in preghiera, insieme con lui e con tutta la chiesa, recitando il Padre nostro… implorando cosi la misericordia di Dio.

CALENDARIO DELLE NOSTRE CELEBRAZIONI E LE INTENZIONI DELLE SANTE MESSE

Melano - Maroggia - Bissone

PRESSO LA CASA PARROCCHIALE DI MELANO: (a porte chiuse)

30.3.20  ore 10.00   Eucaristia 

31.3.20  ore 18.00   Eucaristia 

01.4.20  ore 09.30   Eucaristia  1. def. Martina Zago

02.4.20  ore 10.00   Eucarestia CELEBRAZIONE COMMEMORATIVA DI SAN GIOVANNI PAOLO II, nel 15mo anniversario dalla sua morte

03.4.20  ore 15.00   Coroncina della Divina Misericordia - ore 18.00 Eucaristia

04.4.20  ore 18.00   Eucaristia def. Loris e Sergio Gottardi

05.4.20  ore 09.00   Domenica delle Palme e della Passione del Signore: Eucaristia  IN DIRETTA TV SU RSI La2 Eucarestia celebrata dal Vescovo di Lugano - ore 9.30 Eucarestia comunità parrocchiale def. fam. Mangili e Cavallini

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Settimana Santa presieduta dal Vescovo:

5, 6, 7  aprile 20  ore 17.00  Rosario in diretta sreaming su catt.ch

8 aprile  ore 17.00  Celebrazione penitenziale  in diretta sreaming su catt.ch

9 aprile  ore 18.00  Santa Messa "in Coena Domini"  diretta TV RSI La2

10 aprile  ore 15.00 Venerdì Santo: Liturgia della Passione DIRETTA TV RSI La2

11 aprile  ore 21.00 Sabato Santo: Veglia Pasquale nella Notte Santa (RSI La2)

12 aprile  ore 9.00  Domenica di Pasqua DIRETTA TV La 1,RADIO RETE2, catt.ch, rsi.ch

12 aprile ore 11.00 Santa Messa di Pasqua in eurovisione, segue benedizione URBI ET ORBI da Roma. Diretta TV RSI La1

Le parrocchie di Melano, Maroggia e Bissone festeggiano il centenario della nascita di

San Giovanni Paolo II - Karol Wojtyla 

- 2 aprile 2020: solenne celebrazione eucaristica per l'anniversario della sua morte. Chiesa di Maroggia, ore 20:00

- 5/13 maggio 2020: (tranne sabato e domenica) S.Messa e Novena. Chiesa di Maroggia, ore 20:00

- 15/19 maggio 2020: Ritiro spirituale a Wadowice, suo paese natale.

- 19 giugno 2020: solenne celebrazione eucaristica nel centenario del suo battesimo

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CHIESA  SANT' ANDREA

ORARIO SANTE MESSE

ORARIO ESTIVO: (1° aprile - 30 settembre)

Domenica ore 9:30 a Melano  +  ore 10:45 a Maroggia

Domenica ore 15:00 al Santuario del Castelletto

Sabato e vigilie di feste, ore 18:00 a Bissone interparr.

Martedì     ore  18:00   a Melano - casa parrocchiale.

Mercoledì  ore   9:30   a Bissone - oratorio San Rocco.

Giovedì      ore 18:00   a Maroggia - chiesa parrocchiale.

Venerdì      ore 18:00   a Melano -casa parrocchiale.

ORARIO INVERNALE: (1° ottobre - 31 marzo)

Domenica ore 9:30 a Melano  +  ore 10:45 a Bissone

Sabato e vigilie di feste, ore 17:00 a Maroggia interparr.


Martedì     ore 18:00  a Melano - casa parrocchiale.

Mercoledì  ore   9:30  a Bissone - casa parrocchiale.

Giovedì      ore 18:00  a Maroggia - chiesa parrocchiale.

Venerdì      ore 18:00  a Melano -casa parrocchiale.


La chiesa parrocchiale dedicata all'Apostolo Andrea è stata costruita nel 1850 dall'architetto Luigi Fontana (Muggio 1812-Mendrisio 1877) dietro proposta del signor Fogliardi, consigliere di stato, e di Vincenzo Borsa. I lavori di pittura e stucco sono stati svolti dal pittore Angelo Colla di Casasco d'Intelvi, in quel momento aveva solo 21 anni e la chiesa di S. Andrea è stata la sua prima grande opera. Il pronao (atrio), scandito da colonne ioniche, è stato realizzato nel 1916 dall'architetto Florindo Bernasconi e la scalinata è stata compiuta nel 1920.

Nel 1881 un terrificante nubifragio ha scoperchiato parte del tetto, secondo quanto scrive don Pagnamenta, ancora nel 1948, nei giorni di forti piogge in alcuni posti in chiesa pioveva come fuori. 


Nel 1983 si sono affrontati importanti lavori di restauro. Dapprima il tetto, per eliminare le grandi infiltrazioni di acqua piovana che danneggiava i vari dipinti, poi gli stucchi e gli intonaci. 

Nel 1988 si è allestita la cappella jemale, portando a compimento quanto progettato dall'architetto Fontana, restaurando gli intonaci, le cornici in gesso e inserendo un nuovo impianto elettrico e il riscaldamento.

Nel 1992 sono iniziati i lavori veri e propri di restauro all'interno della chiesa coi criteri concordati con la commissione cantonale dei monumenti storici e quella federale: si voleva riportare la struttura, gli stucchi e le parti dipinte al loro stato originale, cancellando o correggendo interventi murari e pittorici che nel tempo avevano alterato alcuni particolari. L'altare è stato restaurato, si è messo a nuovo l'impianto elettrico, istallato un nuovo sistema di riscaldamento e restaurato il pavimento di cotto.

Questi lavori hanno fatto rivivere quei calori architettonici e artistici che il tempo stava inesorabilmente cancellando e hanno riportato la chiesa di sant'Andrea al suo splendore originale, è così tornata ad occupare un posto di rilievo nell'arte sacra e nella cultura della nostra terra ticinese. Nel 2017 il tetto è stato nuovamente revisionato



 



SANTUARIO DELLA NATIVITÀ

DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL CASTELLETTO

 

FESTA PATRONALE SAGRA DEL CASTELLETTO

Prevista per la domenica più vicina all'8 settembre. Preceduta da una settimana di preparazione al mattino

ore 6:00 recita Santo Rosario   -   ore 6:30 Santa Messa            (consultare il programma della Sagra)

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Apertura Santuario: dal lunedì di Pasqua all'ultima domenica di ottobre; il sabato pomeriggio e la domenica.

ORARI SANTE MESSE:

PRIMO SABATO di ogni mese dell'anno: ore 10:00 partenza da piazza Motta, salita e recita del Santo Rosario  -  10:30 Santa Messa.

MAGGIO E OTTOBRE, TUTTI I SABATI (tranne il primo): 15:00 recita Santo Rosario  -  15:30 Santa Messa.

LUNEDÌ DI PASQUA E 15 AGOSTO: 15:00 recita Santo Rosario  -  15:30 Santa Messa.


 

 

 

MELANO – Paese reso ancora più gradevole dalla presenza di diverse case signorili, documentato già a partire dal 799, fu un importante porto lacustre durante il Medioevo. Durante il 12. secolo venne occupato da Como durante le sue guerre contro Milano. In posizione elevata sopra il paese, in località Castelletto, sorge la chiesa della Madonna, considerata una delle più suggestive e popolari mete di pellegrinaggio del Canton Ticino. Il tragitto che, a partire dalla piazza centrale Giuseppe Motta del villaggio di Melano, conduce fino alla chiesa può essere percorso in auto, ma si presta molto bene ad una piacevole camminata di circa 20 minuti; il visitatore potrà infatti ammirare lungo il sentiero le bellissime cappelle votive; si tratta di 5 alti ed ampi tabernacoli eretti nel 1878 per volontà del melanese Peter Cremonini, affrescate nel 1880 dal pittore milanese Ferdinando Brambilla, con i cinque Misteri Gaudiosi. I soggetti sono rappresentati da poche figure di grandezza naturale di stile ottocentesco che sono state ritoccate nel 1937 dal pittore luganese Emilio Ferrazzini.

Queste immagini accompagnano il pellegrino con devoto richiamo al soggetto con la Vergine Madre in primo piano negli episodi gioiosi che gravitano intorno alla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo. Per meglio capire la storia di questo bellissimo santuario bisogna tornare con la mente intorno all'anno 1000, quando i signori di Como avevano qui costruito un castello con lo scopo di potenziare le proprie capacità difensive ed esercitare un maggiore controllo sul lago. Il nome “Madonna del Castelletto” è dovuto al fatto che il dipinto attualmente collocato all'interno della chiesa esisteva già a quell'epoca ed era, secondo alcune credenze, riprodotto in un affresco collocato sopra il portone del castello oppure nella cappella dello stesso. Studi recenti hanno permesso di datare l’immagine e di stabilire che questo dipinto risalirebbe addirittura al 13-14° secolo. Non si hanno molte notizie certe riguardo questo quadro, ma è stato possibile accertare che l’immagine originaria, il cui autore è sconosciuto, raffigurava solamente la Madonna con il Bambino. Nel 1440 Nicolino da Seregno e Pedro del Sasco avrebbero aggiunto le due figure laterali, riconosciute dagli studiosi nelle vesti dei Santi Bernardo ed Apollonia, che ancora attualmente completano l’affresco. I primi pellegrini che, lungo l’impervio sentiero, si recavano alla primitiva cappella non lasciarono storia alcuna. Poi, il 12 aprile del 1437, vi fu il primo miracolo accertato; una bambina di 6 o 7 anni di Capolago, paralitica e quasi cieca, mentre i genitori sostavano in preghiera davanti alla cappella insieme ad altri fedeli, fu improvvisamente risanata da tutti i mali, si alzò in piedi e si mise a camminare speditamente.  In ricordo di questo fatto, la popolazione di Melano e dei paesi vicini cominciò a recarsi in pellegrinaggio alla cappella il 12 aprile di ogni anno per rendere grazie alla Madonna per il miracolo compiuto.

Molto più tardi, precisamente tra il 1915 e il 1918, si stabilì di effettuare ogni anno una processione in ricordo di questo avvenimento, processione che ha luogo ancora oggi, sempre nel giorno del Lunedì dell’Angelo. Il periodo più fulgido della devozione e del concorso dei fedeli cominciò nell'anno 1600 e si protrasse fino agli inizi dell’800. Negli anni 1620-1640 molti furono gli avvenimenti straordinari che quasi giornalmente avvennero al Castelletto; frequentissime le guarigioni, per cui l’affluire alla cappellina aumentava di giorno in giorno, tanto da attirare l’attenzione del Vescovo di Como, Monsignor Lazzaro Carafino che istituì una commissione apposita, il cui compito consisteva proprio nell'appurare la veridicità di questi episodi. Tanti sono i quadri votivi collocati all'interno della chiesa della Madonna del Castelletto che ancora oggi ci ricordano quegli avvenimenti, anche se la ricca collezione di ex voto antecedenti al 1600 purtroppo oggi non sussiste più.

Il quadro, il cui significato è forse ancora oggi il più noto tra la popolazione della zona, è quello che rappresenta Brigida Ferretti, una bambina di Melano che il 12 aprile del 1642, di ritorno da un viaggio a Gratz, in Austria, fu condotta dai genitori al nuovo Santuario del Castelletto. Brigida, che aveva all’epoca poco meno di tre anni, era affetta da una malattia che impediva ad una delle sue braccia qualsiasi movimento; quando la piccola fu portata davanti all’immagine della Madonna il suo braccio guarì immediatamente. I genitori della bimba vollero dimostrare la loro gratitudine per la grazia ricevuta attraverso la realizzazione di questo quadro votivo e, anche grazie al loro supporto economico subito messo a disposizione della chiesa, fu possibile portare a termine gran parte dei lavori di costruzione e di arredo del Santuario, che erano stati intrapresi con difficoltà soltanto tre anni prima, dopo che la Madonna nel 1633, per ben quattro volte consecutive, aveva, secondo diverse testimonianze, lacrimato, contribuendo a ravvivare l’interesse e la fede degli ormai numerosi pellegrini. Moltissime sono le storie che ci vengono narrate attraverso le numerose immagini raffigurate all'interno di questa splendida chiesa; immagini di persone improvvisamente guarite da brutte malattie, salvate dagli attacchi dei briganti nel corso di lunghi viaggi verso il nostro Paese, preservate dalle logiche e tremende conseguenze di gravissimi incidenti; storie di vita quotidiana.

 

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PREGHIERA A MARIA

O Vergine santa del Castelletto, Madre di Gesù, Regina del cielo e della terra, memori della tua potente intercessione presso il Cuore sacratissimo del tuo divin Figlio Gesù, ti chiediamo di ascoltare le nostre confidenti preghiere.

Tu potente per grazia, fa scendere su di noi i tesori di amore e misericordia racchiusi nel cuore adorabile del tuo Gesù.

Concedici, ti preghiamo, le grazie che con tanta fiducia imploriamo e soccorrici in ogni nostra necessità.

O celeste nostra Madre, volgi il tuo sguardo di misericordia su l'umanità intera.

Guardaci pietosa da ogni pericolo, aiutaci a vivere da veri cristiani, imploraci il perdono delle nostre colpe, accogli benigna le nostre suppliche e nella tua bontà degnati di esaudirle. Amen.

Nostra Signora del Castelletto, prega per noi. Un pater, ave, gloria.

Con approvazione Ecclesiastica                                                        Giugno 2005                                            +Mons. P. Grampa

  

IL GROTTO 

Accanto al Santuario è situato il grotto, aperto sabato, domenica e festivi.

Si presta molto bene ancheper matrimoni e rinfreschi.

Per prenotazioni o informazioni telefonare allo   091 648 20 58